Il traffico merci su rotaia ha bisogno di tracce migliori

A metà aprile il Consiglio federale ha indetto la procedura di consultazione sulla strategia globale per incentivare il traffico merci su rotaia sul territorio. In questa sede è stato proposto tra l’altro di non accordare più automaticamente la priorità al traffico viaggiatori cadenzato nell’assegnazione delle tracce (cfr. comunicato dell’UFT del 13.5.2013)

Betriebsleitzentrale Zürich
Centale di dirigenza dell’esercizio a Zurigo.

Ma qual è il nesso tra la definizione delle priorità e l’incentivazione del traffico merci su rotaia?

Le soluzioni offerte nel traffico merci ferroviario sono in concorrenza con quelle degli autotrasportatori, in particolare per ciò che riguarda il traffico a carri singoli e il traffico combinato. La scelta di un’azienda di trasportare le proprie merci su rotaia è vincolata essenzialmente al fatto che l’offerta soddisfi le esigenze del cliente in fatto di affidabilità e flessibilità e possa essere fornita a un prezzo competitivo rispetto ai trasporti su strada. I diritti di circolazione (= tracce) sulla rete ferroviaria accordati a una specifica compagnia svolgono un ruolo decisivo in questo senso. Oltre alla collocazione delle tracce nel programma di collegamenti giornalieri e alle flessibili possibilità di raccordo nei nodi del traffico merci, questi determinano anche la velocità di percorrenza e il numero di soste forzate. Ogni sosta obbligata, ad esempio per far passare un treno del traffico viaggiatori, è uno spreco di tempo e denaro per il traffico merci. I tempi di attesa provocano un prolungamento della durata di trasporto e quindi dei tempi di impiego delle locomotive e degli orari di lavoro dei macchinisti.  Inoltre le operazioni di ripartenza e accelerazione, molto dispendiose in termini energetici, producono un incremento del consumo di corrente ferroviaria.

Attualmente il traffico merci ferroviario perde fino al 20% del tempo di percorrenza in attese improduttive e una quota percentuale a due cifre del consumo energetico è riconducibile a soste forzate. Se si riuscisse a prendere in maggiore considerazione le esigenze del traffico merci già in fase di pianificazione e nello sviluppo delle infrastrutture e poi anche in un’efficace assegnazione delle tracce, il traffico merci potrebbe produrre risparmiando di più sui costi nel medio periodo e quindi agire sul mercato con maggiore competitività. Questo deve essere l’obiettivo del Consiglio federale se vuole creare delle condizioni quadro che rendano possibile uno sviluppo duraturo con soluzioni di trasporto ferroviario economicamente autonome.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *